sanità toscana

Robot in chirurgia, questioni etiche ed economiche per una salute rivolta a tutti

L’acquisto di robot chirurgici dovrebbe essere effettuato tenendo conto di un utilizzo paritario in tutti gli ospedali dell’Unione Europea, se davvero si vuole parlare di un’equità nel trattamento sanitario a largo spettro, altrimenti si finirebbe per creare pazienti di serie A e B

Non è privo di problematiche etiche e sociali l'avanzamento tecnologico che impiega robot, anche nel caso di macchine usate nei reparti chirurgici.

Tra gli interrogativi che il personale sanitario si pone, c'è anche la questione puramente economica che riguarda i finanziamenti per l’acquisto di robot chirurgici. Questi dovrebbero essere effettuati tenendo conto di un utilizzo paritario in tutti gli ospedali dell’Unione Europea, se davvero si vuole parlare di un’equità nel trattamento sanitario a largo spettro.
Senza una presenza equamente distribuita di strumenti tecnologici si rischia di forgiare una disuguaglianza lenta ma progressiva, che finirebbe per creare pazienti di serie A e B.

In Italia, ad esempio, è la Toscana la regione che già si conquista un primato nel panorama nazionale, con oltre 3.000 interventi chirurgici effettuati dai robot, come è sempre la Toscana la regione d'eccellenza nella produzione vaccinale attraverso il contratto che la multinazionale GLK ha stipulato appoggiandosi al polo senese di Rosia e alle ricerche dell'Università di Pisa.
Dopo che l'Aifa ha sancito che l'Italia sarà la cavia per la somministrazione di massa dei vaccini, diventando modello ed esempio da seguire per gli altri 80 paesi mondiali che hanno stabilito l'accordo con il Ministro Lorenzin e l'allora Presidente dell'Associazione Farmaci, interrogativi possono sorgere anche per quel che riguarda la questione economica legata all'eccellenza, sempre toscana, nell'utilizzo di robotica attiva in chirurgia.

Negli ambienti sanitari già si pone la questione legale e morale della robotica sanitaria, la roboetica, l'etica degli umani che progettano, costruiscono e danno forma a nuove macchine intelligenti, ma non esiste ancora una regolamentazione internazionale che, permettendo di sfruttare il potenziale economico della robotica, garantisca un livello standard di protezione e sicurezza.

Se un braccio robotico va in tilt in sala operatoria durante un intervento chirurgico chi paga?
Se il paziente subisce un danno durante l’intervento per il cattivo funzionamento della macchina, di chi è la responsabilità?
Il paziente può rifiutare di farsi curare da un robot? Gli è garantita tale scelta?

Le tematiche come: deontologia, empatia, lavoro emozionale, etica della cura, interrelazione paziente-operatore sanitario, stanno quindi mutando con l'arrivo dei robot?

Nel frattempo, chi queste domande non se le pone, vede solo gli interventi meno invasivi e piu' sicuri, assicurando il futuro della chirurgia "nelle mani" dei robot.

A partire dal 1999, nel mondo, i robot hanno eseguito 4 milioni di operazioni chirurgiche. Con un incremento costante fra il 2009 e il 2015 del 10% circa all'anno.
In Italia, sono fra le 12.000 e le 15.000 le procedure di chirurgia robotica annue, di cui oltre 3.000 nella sola Toscana.
Il nostro Paese si attesta cosi' al secondo posto in Europa, dopo la Francia, mentre la leadership mondiale e' detenuta dagli Stati Uniti d'America.

Non poteva mancare un focus sulla chirurgia robotica al Festival internazionale di robotica (7-13 settembre 2017 a Pisa - Citta' delle tecnologie -), promosso da Comune di Pisa, Fondazione Arpa, Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, Centro di Ricerca "E.Piaggio"; co-promotori scientifici: Scuola Superiore Sant'Anna, Universita' di Pisa, Scuola Normale Superiore, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Irccs Stella Maris, Centro di eccellenza Endocas dell'Universita' di Pisa.

"Piu' precisione, piu' sicurezza, minori invasivita' e minor trauma anche per interventi molto complessi come i cardiotoracici e trapiantologici. Sono queste le parole chiave per descrivere il processo in atto in ambito chirurgico, un cambiamento che non e' molto conosciuto ma che vede, in particolare, la Toscana a livelli di eccellenza, e nel servizio pubblico sanitario", sottolinea Franca Melfi, Professore Associato presso il Dam - Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell'Area Critica dell'Universita' di Pisa.
"Con il professor Franco Mosca, professore emerito della nostra Universita' e presidente della Fondazione Arpa - prosegue - abbiamo voluto portare al festival le eccellenze del settore a livello mondiale. Abbiamo pensato a questo evento come un'opportunita' per il mondo scientifico, perche' ogni anno possa essere una occasione per un confronto continuo, una sorta di appuntamento scientifico tra i vari professionisti del settore per iniziare percorsi comuni e progetti per collaborazioni internazionali, data la grande valenza che Pisa ha in ambito accademico e dello sviluppo sviluppo tecnologico. Ma si tratta anche di incontri aperti al grande pubblico, un'occasione preziosa per fare il punto e dare una visione del futuro in sanita', mostrare con i risultati quanta differenza faccia in termini di invasivita' e sicurezza l'alta tecnologia in generale, e la chirurgia robotica in particolare, grazie ai contributi di esperti internazionali che amiamo definire 'i Maestri' del settore".

Due gli appuntamenti dedicati alla chirurgia robotica.
Il primo e' la Giornata Sanita' - Robotic Surgery di venerdi' 8 settembre 2017 (ore 9-17 al Polo Carmignani): un convegno scientifico che abbraccia le migliori esperienze mondiali portate da eccellenze di diversi settori dall'otorinolaringoiatria alla chirurgia vascolare e cardio-toracica, all'urologica e ginecologica fino alla trapiantologia.
Ci sara' un panel di relatori tutti di altissimo profilo, tra cui esperti internazionali oltreoceano come L. Wiley Nifong, direttore del Centro di chirurgia robotica per la formazione dell'East Carolina Heart Institute, il centro piu' importante al mondo per il training robotico in cardiochirurgia; Pier Cristoforo Giulianotti, italiano a capo della divisione di chirurgia robotica dell'Universita' dell'Illinois a Chicago, eccellenza internazionale e tra i primi chirurghi al mondo ad aver adottato la tecnica robotica; Bernard Park del Memorial Sloan Kattering di New York, eccellenza mondiale nel campo della chirurgia toracica oncologica; W. Youn Chung, coreano, primo al modo ad aver messo a punto una nuova tecnica robotica per la chirurgia tiroidea.
Gli esperti di livello internazionale si confronteranno con le eccellenze italiane e toscane nel secondo giorno di lavori della Giornata' Sanita - Robotic Surgery, sabato 9 settembre 2017 (ore 9-13 al Polo Carmignani).

"Dati del 2016 riportano che i sistemi robotici chirurgici al mondo sono circa 4000, di cui 600 in Europa e 84 in Italia - spiega Melfi -. In questo quadro, la Toscana e' una regione leader nella Sanita' pubblica perche', a differenza di altre regioni che hanno utilizzato i sistemi robotici prevalentemente in un contesto privato, la Regione Toscana ha creato un polo unico regionale che coordina tutti gli 11 sistemi robotici del territorio, in modo da avere una omogeneita' di utilizzo delle macchine, e garantendo quindi questa applicazione a tutta la popolazione.
Come numero di sistemi robotici attivi nel sistema pubblico, troviamo le percentuali piu' alte proprio in Toscana e nel Veneto.
In Lombardia vi e' una buona presenza, ma prevalentemente in ambito privato.

Il sistema creato per la Toscana e' unico: non esiste niente del genere ne' in Italia ne' all'estero".

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