Legambiente

Aree protette, si salva le cicogne ma la Regione non versa 1 Euro

Le promesse ripetute della Regione, di garantire la sopravvivenza delle aree protette, sono andate disattese e non è stato stanziato un solo euro a difesa di un'esperienze significativa

Fucecchio (Firenze). Nel mentre che i lavoratori toscani vengono licenziati per una politica economica ed imprenditoriale che non è riuscita a salvaguardare particolarità e specificità, resta negli animi di coloro che adesso vedono rischiare il proprio impiego, la dedizione e la passione che li ha portati a fare il lavoro per cui adesso temono il licenziamento. A Fucecchio, il personale del Centro di Ricerca del Padule, che non riceve più fondi dalla Regione Toscana, si è prestato ugualmente a salvare un pulcino di cicogna, che si trovava nel nido storico di via della Querciola.
Alessio Bartolini ed Enrico Zarri hanno recuperato il volatile chiaramente denutrito e disidratato portandolo nella struttura specializzata del Cruma di Livorno.
Legambiente Valdera ha voluto precisare come un rammarico nasca "dal fatto che con i due dipendenti (ai quali, peraltro, era già stato dimezzato il monte ore lavorativo), si perdono 26 anni di esperienza e di professionalità nei quali hanno assicurato – insieme ai volontari delle associazioni ambientaliste – uno standard elevato di gestione, per una zona umida fondamentale in Italia; anni in cui l’area protetta della riserva del Padule è cresciuta notevolmente, sia in termini di qualità ambientale e di presenze faunistiche, sia in termini di visitatori e iniziative culturali e didattiche a favore dell’ambiente".
Legambiente accusa "il passaggio delle competenze dalle Province alla Regione" che ha portato la fine dei soldi, con i bilanci in passivo.
"Le promesse ripetute della Regione, di garantire la sopravvivenza delle aree protette, sono andate disattese e non è stato stanziato un solo euro a difesa di una delle esperienze più significative nate in questi 25 anni. Fu proprio l’attuale assessore regionale all’ambiente, Monica Fratoni, che all’assemblea dei soci del gennaio 2016 parlò di “nessuna chiusura, ma la volontà di rilanciare e salvaguardare un’esperienza ventennale che è patrimonio di tutti”. Ma, del resto, la politica ambientale della Toscana e del suo presidente Enrico Rossi è apparsa decisamente più orientata e determinata nel favorire cave, discariche, trivellazioni e geotermia, andando invece ad affossare la gestione del territorio protetto e delle risorse naturali. Ci auguriamo che la Regione ed i Comuni del Comprensorio del Padule e della Valdinievole facciano la loro parte e si impegnino a stanziare quelle poche decine di migliaia di euro necessarie a mantenere in vita il centro di ricerca".

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