realtà vive

Lunigiana, terra di magia e lupi mannari

Non poche sono le ragazze, ritenute streghe perché avevano scoperto i poteri curativi delle erbe, che sono state processate e arse vive nelle piazze dei paesi della Lunigiana, studiosi contemporanei, tra cui R. Boggi e C. Gabrielli Rosi hanno notato quanto radicate e diffuse siano le credenze magiche in Lunigiana e quanto spazio occupino nelle tradizioni e nelle leggende popolari

Lunigiana. La zona della Provincia di Lucca che s'inerpica per le montagne è ricca di storie di fantasmi, di personaggi fantastici fatti di misteri e di segreti, tramandate di generazione in generazione.

Storie di folletti, lupi mannari e streghe che praticano la magia sono ancora vive.

Non poche sono le ragazze, ritenute streghe perché avevano scoperto i poteri curativi delle erbe, che sono state processate e arse vive nelle piazze dei paesi della Lunigiana.
Ancora oggi si possono trovare testimonianze riportate dalle persone più anziane, com'è il caso di "Divina", una signora abitante a Villafranca in Lunigiana che viene chiamata "la fatina".
La madre prima di morire le lasciò in eredità delle formule segrete, delle preghiere particolari e dei riti strani, per curare alcune malattie, come la crosta lattea dei bambini, il fuoco di Sant'Antonio, il raffreddore.

La leggenda del lupo mannaro nacque e si diffuse nel territorio di Pontremoli, è considerata l'unica leggenda autoctona, poiché molte altre le ritroviamo un po' ovunque in altre zone.

Studiosi contemporanei, tra cui R. Boggi e C. Gabrielli Rosi hanno notato quanto radicate e diffuse siano le credenze magiche in Lunigiana e quanto spazio occupino nelle tradizioni e nelle leggende popolari.

Numerosi sono i luoghi che l'immaginario popolare vuole frequentati da presenze soprannaturali e inquietanti, come "la buca del diavolo", "la tana delle fate", "la grotta delle streghe", "la pianta dei fantasmi", ecc.

Vi sono zone in cui gli abitanti sono guardati in malo modo da quelli dei paesi vicini e considerati dotati di qualità fuori del comune o di poteri magici.

In particolar modo, ritroviamo leggende che si raccontano in vari paesi della Lunigiana di defunti che si trasformano in spiriti e tornano a visitare i luoghi dove hanno trascorso la loro vita, alcune macabre e terrificanti, altre poetiche e malinconiche.

Assai diffusa è per esempio la leggenda delle feste da ballo dei morti, racconti di processioni di fantasmi, di streghe, di riunioni di morti che si danno appuntamento in determinati luoghi. Queste leggende nella provincia di Massa Carrara, vengono chiamate menade, mentre nella provincia di La Spezia, vengono chiamate m'na.

Invece le andade, erano processioni notturne di streghe o di morti che ritornavano. In qualche caso apparivano formate da monaci che avanzavano a due a due, in qualche altro caso da incappucciati e a volte da fantasmi simili ai vivi.

Tutti portavano un cero acceso in mano e l'ultimo della fila porgeva il suo lume a chi si trovasse per caso a far da spettatore. Sia le andade che le menade erano temute e considerate segnali di sventura.

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