moralismo artistico

Firenze censura la Biennale, ma in Piazza Signoria l'orrore

Firenze censura l'arte, no le statue di cera completamente avulse dal contesto paesaggistico ed artistico di Piazza Signoria, che si rompono e cadono in mezzo alla gente

Firenze. Firenze censura l'arte.
No le statue di cera completamente avulse dal contesto paesaggistico ed artistico di Piazza Signoria, che si rompono e cadono in mezzo alla gente.
No l'enorme scultura informe grigia in metallo, la Big Clay dell'artista svizzero Fischer, che occupa sempre tutta Piazza Signoria impedendo sia di fotografare il Palazzo, sia di comprendere la bellezza di quello che viene definito "scultura" accanto alla Loggia dei Lanzi.
Firenze si pone moralista all'interno della biennale alla fortezza da Basso.

Il torso di Hitler, con tanto di svastica tatuata sul petto e zampe blu con le stelle dell'Ue, non può stare in mostra perché "può risultare offensiva per le confessioni giudaico-cristiane e per chi porta le ferite dei tragici eventi della seconda guerra mondiale".

A denunciare la 'censura' dell'opera, che avrebbe dovuto essere esposta a Florens, Biennale internazionale di arte contemporanea con lavori di centinaia di artisti da tutto il mondo alla Fortezza da Basso di Firenze, è il suo creatore, Emiliano Corrado.

Come racconta La Nazione, l'artista spiega: "Per esporre tre tele e una scultura compresa quella 'incriminata' ho sborsato 4mila euro a copertura dell'affitto del locale".

A un mese dall'esposizione, a cui Corrado ha comunque preso parte con le altre opere, "la curatrice della mostra mi ha inviato una mail dove si diceva che l'opera non era conforme al tema della mostra, incentrato sul rapporto tra creatività e sostenibilità ambientale e sul rapporto fra culture diverse".

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