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Pistoia, i Vivai dei giardini d'Europa

La creazione dei primi vivai a Pistoia è frutto di una cultura secolare con radici nella storia della Toscana, modello per i più importanti giardini europei

Pistoia. La città toscana di Pistoia valorizza la sua immagine nei mercati nazionali ed europei quale “terra delle piante”, il primo Vivaio fu costruito da Antonio Bartolini, giovane giardiniere pistoiese, nel 1849.
La coltivazione delle piante ornamentali destinate alla vendita, diventò un esempio ben presto imitato da molti concittadini.
La creazione dei primi vivai a Pistoia è frutto di una cultura secolare che affonda le sue radici nella storia della Toscana, dove i parchi delle grandi Ville Storiche, fin dal tempo dei Medici (importante famiglia fiorentina), erano modelli per i più importanti giardini europei.

Le origini di Pistoia sarebbero da ricondurre all'antica Civiltà Etrusca, che avrebbe scelto il territorio pistoiese come nodo stradale stratecico per i suoi traffici commerciali, lungo la direttrice Volterra-Bologna, data la sua disposizione geografica estremamente favorevole ai piedi dell'Appennino Tosco-Emiliano.

La prima testimonianza documentata di Pistoia come vero insediamento umano, risale al II secolo a.C. quando i Romani crearono un castrum su una terrazza alluvionale sopraelevata, attraversando il Torrente Ombrone, per rifornire le loro truppe durante le guerre contro i liguri.

Fin dall'antichità la città è stata famosa per la qualità degli ortaggi e dei frutti che produceva l'agricoltura.
Merito di tre principali fattori: l'esposizione, il clima, la disponibilità di acqua.
Il clima dovuto alla posizione ed all'esposizione favorisce la vegetazione, a Pistoia molte piante riescono a vegetare dalle tre alla quattro volte durante il periodo primaverile-autunnale, contro una o due volte di altre località.

Nel 1859 la facoltà di Agraria di Firenze iniziò a coltivare alcune piante da fiore destinate ad importanti ville fiorentine.
Subito emerse che le piante prodotte a Pistoia (allora nei terreni della zona di Piazza del Carmine, in pieno centro) avevano una qualità ed un vigore superiori.

In breve tempo la domanda crebbe e si iniziò a produrre in proprio. A causa della domanda in pochi anni i vivai crebbero in maniera geometrica, uscendo dagli orti cittadini ed espandendosi fuori dalle mura, nelle campagne circostanti. Con l'arrivo del nuovo secolo Pistoia divenne un potente nodo ferroviario e con un ingegnere francese appassionato di botanica, assunto dalle Ferrovie dello Stato per supervisionare i lavori, iniziò la coltura di piante ornamentali come magnolie, lagerstroemie, cipressi e betulle.

In pochi anni Pistoia divenne un grande unico vivaio-giardino con migliaia di specie e varietà coltivate. Dopo la Grande Guerra e dopo la seconda guerra mondiale il vivaismo pistoiese ebbe un notevole sviluppo, furono inventate tecniche di coltivazione, sistemi di conservazione delle piante fuori terra, ricercate e sperimentate nuove varietà.

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