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Verità nascoste, la Papessa d'Italia

Siamo nell'855, in pieno Medio Evo, muore il Papa Leone IV e al trono pontificio sale Giovanni VIII, che resterà in carica per due anni, fino all'855: il suo vero nome era Giovanna

Siena. La sua evidenza è dipinta nel Duomo di Siena accanto agli altri Papi che le sono succeduti.

L'Italia ha avuto una Papessa, che la Chiesa si è occupata bene di cancellare dalla memoria, ma non dalle sculture che ne danno palese testimonianza.

Siamo nell'855, in pieno Medio Evo, muore il Papa Leone IV e al trono pontificio sale Giovanni VIII, che resterà in carica per due anni, fino all'855: il suo vero nome era Giovanna.
A Giovanna succedette Papa Benedetto III, che regnò per breve tempo, ma si assicurò che il suo predecessore venisse omesso dalle registrazioni storiche.
Benedetto III si considera abbia regnato dall'855 al 7 aprile 858. Il nome papale che Giovanna assunse venne in seguito utilizzato da un altro Papa Giovanni VIII (pontefice dal 14 dicembre 872 al 16 dicembre 882)

La Chiesa è ricorsa ad un complesso processo di falsificazione di date e nomi di Pontefici relativi ai duecento anni successivi per occultare e rimuovere dalla storia un periodo esattamente corrispondente al lasso di tempo in cui, secondo gli storici medievali, si sarebbe verificato il suo pontificato.

La cosa più allucinante è che la vicenda della Papessa venne censurata nei secoli solo perché si trattava di una donna.
Solo consultando un’edizione del 1552, tradotta in volgare e sfuggita alla Censura del Concilio di Trento, del "Delle vite dei Pontefici" di Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, uno dei principali storici rinascimentali, la verità su Giovanna diventa evidente.

Una delle più “forti” motivazioni a cui si affida il censore e Revisore ecclesiastico Onofrio Panvinio, colui che in effetti purgherà la successive edizioni del libro in questione bollando la “vicenda Papessa” come pura “fabula”, consiste nell’affermare che non si possa in alcun modo credere che lo Spirito Santo si sia sbagliato al punto da far salire al soglio pontificio un essere inferiore come una donna”.

Anche Wikipedia ammette che la cosiddetta “leggenda” della Papessa Giovanna potrebbe non essere una favola medievale, ma essendo un sito di cultura di massa, vi ritroviamo solo notizie che tendono a mantenerne un ruolo immaginario per fini politici, in quanto "Da secoli e secoli il racconto di una donna salita al soglio pontificio nel IX secolo utilizzando il trucco di vestirsi da uomo viene spacciato per pura invenzione finalizzata a screditare la Chiesa.

È considerata dagli storici alla stregua di un mito o di una leggenda medievale, probabilmente originato nel mondo ortodosso antipapale, e poi sicuramente ripresa dal potere temporale francese in conflitto col papato.
La leggenda ottenne in Occidente un qualche grado di plausibilità a causa di elementi intriganti contenuti nella storia.

Alcuni hanno accostato la carta della Papessa, uno dei trionfi (o arcani maggiori) dei Tarocchi, con la Papessa Giovanna.

Lo scrittore greco Emmanouil Roidis pubblicò nel 1865 il romanzo satirico e anticlericale I Papissa Ioanna (La Papessa Giovanna) che scandalizzò e irritò il clero ortodosso. L'opera, pur suscitando accese polemiche per il suo tono ironico e dissacrante e per la trama boccaccesca, riscosse in patria uno straordinario successo, imponendosi come caso editoriale anche al di fuori dei confini ellenici.

Lo scrittore inglese Lawrence Durrell pubblicò nel 1954 The Curious History of Pope Joan, una traduzione del romanzo di Roidis che ebbe una buona diffusione.

Più recente è il romanzo dell'autrice statunitense Donna Woolfolk Cross Pope Joan (1996), da cui è stato tratto nel 2009 il film La papessa."

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