manipolazione comunista

Sinistra Italiana cancella la storia e si appoggia a Firenze

Mussolini, politico e statista che ha segnato il percorso storico italiano, oggi deve sparire per una visione unilaterale di una parte del nostro Governo

Firenze. La sinistra che vuole definire il percorso della storia non si ferma e continua il suo processo a ciò che è l'eredità dell'Italia quando la politica del comunismo non aveva così popolarità, ma anzi, a lei si contrapponeva un Movimento Sociale che ebbe un ruolo determinante nell'industrializzazione del nostro Paese. Innovazioni tecnologiche, bonifiche terriere, aumento dell'industrializzazione ebbero sotto il regime di Mussolini ripercussioni importanti nel benessere di un'Italia che andava ad affrontare la seconda guerra mondiale.
Mussolini, politico e statista che ha segnato il percorso storico italiano, come d'altronde ogni personaggio di spessore nel determinare le sorti di un Paese, nel bene o nel male, oggi, deve sparire per una visione unilaterale di una parte del nostro Governo.
Sinistra Italiana non ce la fa a lasciare al popolo un ricordo obiettivo di quello che è il nostro passato, perché cancellare la memoria è una vittoria davanti alla verità, una manipolazione delle menti e della tradizione. Così Nicola Fratoianni, Daniele Farina e Giulio Marcon firmano un'interrogazione al Governo, appoggiandosi sugli esempi delle città che già hanno tolto il ricordo di un periodo storico, revocando la cittadinanza onoraria concessa a Mussolini in occasione della celebrazione del primo anno della rivoluzione fascista.
La capacità di educare alla discriminazione ed allo stato oggettivo della storia, non fa parte della metodologia della sinistra, a quanto pare molto preoccupata di un tale memoria del passato da volerla cancellare con tanto d'"iniziative di natura legislativa".
Così i deputati si sono impegnati a scrivere che "tra il 1923 e il 1924 molte città italiane conferirono la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, per celebrare il primo anno della rivoluzione fascista", ed ora invece sarebbe il caso di "valutare se sussistano i presupposti, anche mediante iniziative di natura legislativa" per revocarle tutte.
Non contenti, da buono stile "controllore comunista" (ricordate il periodo stalinista in cui ognuno era incentivato a fare la spia dell'altro?), l'esecutivo viene sollecitato a "intraprendere un censimento delle città che conferirono la cittadinanza onoraria a Mussolini" per verificare "in quale data e quanti l'abbiano successivamente revocata". Punizioni in vista con l'olio di ricino?
Ed ecco la rossa Firenze diventare esempio del neo stalinismo che regna in Italia, perché agli interroganti risulta che "negli ultimi anni, la cittadinanza è stata revocata da Firenze, Torino, Anzola, Aulla, Fossombrone, Maenza, Rivoli, Salorno, Termoli, Torre Pellice" e che "presto potrebbero farlo Pisa, forse Bologna".
Fortunatamente "altri Comuni hanno votato contro la revoca, ad esempio Aosta, Brescia e Ravenna". 
Così si esprime la retorica di Sinistra Italiana, con una forma di chi decide cosa è bene e cosa è male definendo propri parametri di giudizio a cui tutti devono sottendere: "La revoca della cittadinanza non rappresenta per noi un 'approccio giacobino' alla memoria, un'azione tesa a cancellare le tracce del passato, perché dalle colpe non ci si puo' assolvere" bensì "una scelta di parte, in linea con la Costituzione repubblicana, perché non si possono 'onorare' nello stesso elenco il fondatore e massimo esponente del fascismo e chi lo ha combattuto insieme agli antifascisti o a coloro a cui oggi la cittadinanza onoraria viene conferita per l'impegno nel dare concretezza ai principi costituzionali. Peraltro non risulta agli interroganti che gli storici abbiano approfondito la vicenda delle cittadinanze onorarie, di cui oggi si è persa memoria e spesso anche la documentazione, ma la loro concessione fu uno degli anelli di una catena di tragiche complicità, cecità, calcoli, vigliaccherie, che portarono l'Italia alla catastrofe del fascismo e della guerra".
Ma come sono bravi i nostri comunisti a ribadire qualcosa di cui non son certi come una verità e a voler cancellare la verità come qualcosa di non buono, dando anche ad intendere che la Costituzione deve essere vista come vogliono loro, Renzi ne è un esempio perfetto, per quanto gl'italiani con il referendum di Dicembre non glielo abbiano permesso.
Forse il giorno in cui sui libri di storia delle scuole medie si parlerà degli orrori del comunismo, delle stragi in Ungheria, dei regimi russi e cinesi, smetteranno di continuare a provare a cancellare le proprie foibe e accetteranno che la verità non è da valutare in giusto o sbagliato ma nello stato di fatto delle cose, permettendo ad ognuno di far crescere un proprio libero pensiero.
Ma questo alla sinistra non piace.