riforma magistratura

Reato di Stalking, il Pd crea l'Art.162 ter: "estinzione per condotte riparatorie"

La sinistra mostra che il problema della tutela del corpo delle donne, non è un argomento che interessa, l'allarme dei Sindacati è stato bollato come "procurato allarme"

Firenze. Eccoci finalmente alla dimostrazione dei fatti che il Pd non ha rispetto del corpo delle donne. Certo, si vede da decenni, l'ultimo Ministero delle Pari Opportunità risale ai tempi del governo Berlusconi. A Firenze, Comune Pd alla guida di Nardella, il fenomeno della violenza sulle donne è un'argomento che gira nei siti online esteri sulla pericolosità reale della Città del Rinascimento. Ma per le giunte Pd il problema della tutela del corpo delle donne, non è un argomento che interessa. La sinistra mostra oggi, ancora, chi è al Governo in Italia. Eppure lo vediamo tutti i giorni, gli omicidi femminili hanno percentuali altissime, non passano 24 ore senza un caso che riguardi abusi sulle donne. Gli studi, che i nostri politici non tengono in considerazione, dimostrano palesemente come molto spesso, ad omicidio avvenuto, si scopre stalking pregresso non valutato dalle forze dell'ordine. Ultimo caso nazionale, l'ostetrica di Teramo uccisa con violenza inaudita dal suo persecutore. Due denunce in 2 anni aveva presentato Ester Pasqualoni, ma erano state archiviate. Ma pare che al nostro Governo interessi che il femminicidio vada avanti, impunito, presente.
La nuova riforma della Magistratura aveva visto in questi giorni l'allarme dei Sindacati a proposito della depenalizzazione del reato di stalking, considerato però una "fake news" dagli esponenti della maggioranza. “L’allarme lanciato dalla Cgil sulla depenalizzazione del reato di stalking è infondato: nella riforma del codice penale non esiste una misura che va in questa direzione”. Aveva risposto in una nota la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, Vanna Iori.
Noi ci domandiamo allora se il Pd è cieco, o se la sinistra forse è abituata ad una sorta di prostituzione legalizzata delle donne, perché la nuova norma di fatto, depenalizza ed indebolisce il reato di stalking, pagando una semplice multa. Il Giudice d'ora in poi potrà decidere che, con un semplice risarcimento, si può avere di fatto l'autorizzazione a vessare pesantemente una donna, pedinarla, limitarle la libertà personale, impaurirla, magari premeditarne indisturbati l'omicidio.
In un'intervista al quotidiano online rassegna.it, Albamonte, Segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati condivide le preoccupazioni dei sindacati e dichiara: "Ancora una volta la fretta ha portato il legislatore a sbagliare"
Il Pd, che ha bollato la denuncia dei sindacati come un caso di "procurato allarme", si dimostra ora anche un partito misogino, ed anche Albamonte fa notare che "La preoccupazione è sicuramente fondata. Le nuove soluzioni che sono state pensate dal legislatore, con spirito deflativo, cioè con l’intento di ridurre il carico di lavoro che grava sugli uffici giudiziari del penale, sono incappate, non so quanto volontariamente, in questo errore. E cioè che anche per reati gravi come lo stalking, il giudice possa decidere, sulla base del risarcimento del danno, l’estinzione del reato procedibile a querela, senza che ci sia un’effettiva remissione della querela stessa."
Anche se nel Pd la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti è arrivata a parlare di "terrorismo psicologico", da
Albamonte arriva il dato di fatto: "Guardi, abbiamo esaminato la norma con grande attenzione, nella speranza di trovare una soluzione rassicurante su questo versante, ma non siamo riusciti a trovarla. Sarà un nostro limite, sicuramente. E però devo dire che non è la prima volta che sullo stalking il legislatore, diciamo così, “inciampa".
Si, perché, continua sempre Albamonte, "qualche estate fa, quando venne varato il cosiddetto decreto “svuotacarceri”, in pieno Agosto ci siamo ritrovati con tutti gli stalker a piede libero, così, dalla sera alla mattina, diverse persone, che erano state detenute proprio per la pericolosità delle loro condotte, furono messe in condizione di ripetere i reati, per di più in un periodo dell’anno in cui è anche molto difficile apprestare le dovute tutele alle vittime con strumenti adeguati".
Quello che l'ANM denuncia "anche rispetto a quest’ultimo ddl, è proprio la troppa fretta, spunti assolutamente ragionevoli, volti all’unico fine di migliorare la legge, sono stati completamente trascurati. Ecco, dico che si è sbagliato, proprio per la fretta eccessiva di approvare la legge".
Ma cos'è che non funziona in Italia sulla tutela delle donne? Albamonte risponde che "la normativa offre una tutela sufficiente, c’è però un sottofenomeno dello stalking, sempre più diffuso, che è il cyber-stalking che è stato finora sottovalutato. Anche qui, in occasione dell’approvazione della legge sul cyber bullismo, la commissione Giustizia alla Camera aveva inserito una norma che prevedeva il rafforzamento dell’ipotesi di reato del cyber stalking. Poi però nel passaggio al Senato questa norma è stata eliminata. Ebbene, anche qui è stata persa un’occasione: la mano destra (la Camera) aveva predisposto una norma molto efficace, la mano sinistra (il Senato) l’ha azzerata completamente".
Continua poi Albamonte spiegando come, in caso di morti avvenute dopo denunce che non hanno salvato la vita, "ogni caso fa storia a sé, va fatta sempre molta attenzione. A volte capita che anche le denunce di stalking possano essere strumentali e quindi, prima di prendere provvedimenti, anche estremi, come la carcerazione, ovviamente dobbiamo essere sicuri del fatto nostro e fare tutte le verifiche che consentano di vagliare la fondatezza della denuncia. È chiaro che quelle verifiche vanno fatte molto celermente. Ma non in tutti gli uffici italiani i colleghi hanno a disposizione una polizia giudiziaria qualificata, formata e sensibilizzata sui tempi dell’accertamento. Non tutta Italia è nelle stesse condizioni, le realtà sono molto diverse, e lo sono anche le risorse a disposizione."
Insomma, si capisce che il problema di fondo è una celerità a stabilire da parte del Pd una nuova riforma della Magistratura prima di andarsene dal Governo e mettere l'Italia in bara non ponendo alcun fondo sulla "scarsezza di risorse degli uffici giudiziari, la carenza di magistrati, di personale amministrativo, di investimenti. Una situazione critica che si combina con il sovraccarico di affari che trattiamo in sede penale, che sono di scarsissimo interesse e che potrebbero, questi sì, essere depenalizzati, per dedicare invece l’operatività delle risorse a disposizione a fati gravi, come ad esempio quelli relativi allo stalking". Si sono forse modificati le norme in previsione delle indagini italiane in cui membri del Pd risultano indagati?
In ogni caso si sono inseriti l'Art.162 ter "estinzione del reato per condotte riparatorie" riferito a tutte le categorie di reato.
Nel frattempo anche i Giudici di Pace scendono in sciopero.