OBBLIGO CONTESTATO

Piombino, vaccinazioni obbligatorie e sanzioni

Resi obbligatori dal decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, dodici vaccini rispetto ai quattro precedenti, devono essere somministrati i vaccini per polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, meningococco b e c, morbillo, rosolia, parotite e varicella, previste pesanti sanzioni per i genitori che decidono di non vaccinare i figli, discussioni e contrarietà alle norme varate dal governo, pareri discordanti, direttore Asl parla di calo vaccinazioni, in aumento casi di morbillo

Piombino (Livorno) Fa discutere il decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri che, a partire dal prossimo anno scolastico, riporta in vigore l'obbligo delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola ed estende l'obbligatorietà a 12 vaccini (polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, meningococco b e c, morbillo, rosolia, parotite e varicella) rispetto ai 4 precedenti. Il decreto introduce anche sanzioni molto pesanti nei confronti dei genitori che non vaccinano i figli: rischiano la podestà genitoriale (la Asl che accerta la violazione dell'obbligo di vaccinazione, deve segnalare il caso al Tribunale dei Minorenni) e multe fino a 7.500. Da settembre quindi i bambini da 0 a 6 anni, non potranno essere iscritti ai nidi ed alle scuole dell'infanzia senza vaccinazioni in regola, salvo documentata impossibilità a ricevere il vaccino; potranno essere iscritti invece quelli da 6 a 16 anni, ma in questo caso verranno applicate le sanzioni.
Indubbiamente lodevole la dichiarata intenzione di tutelare la salute pubblica e dei bambini in primo luogo, ma lasciano almeno perplessi la modalità, il pesante ruolo di censore attribuito alla scuola, l'inasprimento delle sanzioni; un complesso di obblighi e punizioni che, a conti fatti, potrà generare lo spiacevole effetto di privare i bambini del diritto allo studio o comunque produrrà uno scontro tra due dei maggiori diritti in assoluto: salute ed istruzione.
In questi giorni non sono mancate prese di posizione e proteste di quanti sostengono tesi contrarie alla somministrazione dei vaccini o che non condividono la scelta autoritaria del governo. In questi termini, ad esempio, si è espressa Moige, una organizzazione che riunisce 50.000 genitori e che si occupa di protezione e sicurezza dei bambini nelle famiglie, auspicando, in luogo delle recenti norme punitive, approfondimenti e sorveglianza attiva per rispondere in modo scientifico ai dubbi dei genitori che per motivi di principio o di libertà terapeutica decidono di non vaccinare i figli.
Sul tema delle vaccinazioni obbligatorie è intervenuto anche il direttore dell'area Igiene e sanità pubblica dell'Azienda Usl Toscana nord ovest, Alberto Tomasi.
“Il decreto sull'obbligo vaccinale da parte del Ministro della Salute – ha evidenziato Tomasi – è legato al calo delle coperture vaccinali e della conseguente ripresa di malattie prevenibili con vaccinazione, come il morbillo, che ha interessato molte Regioni italiane compresa la nostra, con un preoccupante aumento dei casi. L’obbligo della vaccinazione è confermato per tutti i vaccini superando la vecchia distinzione tra vaccini obbligatori e facoltativi".
Attualmente, le coperture vaccinali sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest, come nelle altre aziende sanitarie toscane, sono in diminuzione.
“Per fare un esempio – spiega Tomasi - per il vaccino esavalente (antidifterite-tetano-pertosse-poliomielite-epatite B- emofilo) che va iniziato a partire dal terzo mese e completato con la terza dose all'anno di età, le coperture sono di poco inferiori al 95% ciò significa che su cento bambini 5 non sono vaccinati. Ogni anno si viene ad accumulare un numero di bambini non vaccinati e quindi suscettibili alle malattie, che nella nostra Azienda, che conta circa 11.000 nuovi nati ogni anno, è di circa 550. Per quanto riguarda il morbillo-rosolia-parotite (vaccino trivalente) la situazione è ancora più preoccupante, con una percentuale di non vaccinati che arriva al 15% vale a dire 1.650 bambini all'anno. Questi dati spiegano il motivo per cui quest’anno anche nella nostra Azienda la diffusione del morbillo è stata importante".