PIANO DI RILANCIO

Piombino, Unicoop Tirreno verso il 2019

Raggiunto l'accordo sindacale che ha sostituito i licenziamenti proposti dall'azienda, con contratti di solidarietà, cassa integrazione ed uscite dal lavoro incentivate

Piombino (Livorno) Un nuovo passaggio per Unicoop Tirreno, decisivo per impostare i parametri con cui proseguire l'attività e tornare in attivo entro il 2019 mantenendo, come sostiene l'azienda, autonomia ed indipendenza. Nata come cooperativa di consumatori “La Proletaria”, nel 1945, un piccolo spaccio dell'Ilva di Piombino, divenuta in seguito Coop Toscana Lazio, l'odierna Unicoop Tirreno, forte dell'accordo sindacale raggiunto nei giorni scorsi e della ricapitalizzazione di 170 milioni di euro provenienti da sei cooperative di consumo, avvia il programma di rilancio.
Nel 2016 ha chiuso il bilancio con 940 milioni di fatturato ed una perdita di circa 25 milioni di euro (-3%), in linea con quanto successo nell'anno precedente. Il piano di risanamento prevede un risparmio annuo di 10 milioni di euro, fino ad arrivare al segno positivo nel 2019.
L'accordo sindacale ha evitato i 600 licenziamenti proposti inizialmente dall'azienda, sostituiti da contratti di solidarietà, cassa integrazione straordinaria a rotazione tra i dipendenti, uscite dal lavoro volontarie ed incentivate (si parte da 30.000 euro), ridefinizione di alcune voci dei trattamenti economici aziendali e riduzione del parco mezzi. Ammortizzatori sociali e riduzione dei costi del lavoro, uniti alla previsione di aumento dei consumi, dovrebbero concorrere al raggiungimento del risparmio annuo progettato.
Nel contempo Unicoop Tirreno ha in programma un restyling dell'offerta commerciale, in alcuni negozi saranno introdotti prodotti particolari, stimati in grado di attirare l'interesse del mercato, quali il wellness, il pet fod, gli alimenti vegani e biologici, il sushi, vini e birre di qualità, prodotti ottici a marchio Coop. Complessivamente un ampliamento della gamma dei prodotti con 2200 nuovi articoli di alta qualità che comporterà anche una rivisitazione dei punti venti dal punto di vista dell'utilizzo degli spazi. La sperimentazione inizierà nei negozi del Lazio e se produrrà gli effetti sperati, sarà estesa anche a quelli della Toscana. Non sono escluse cessioni di alcuni negozi ma, assicura l'azienda, in questa ipotesi sarà garantita la tutela dei dipendenti.

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